L’arte del saper abbinare gli alimenti

Saper abbinare gli ailmenti a tavola nel modo giusto permette di ottimizzare la loro salubrità e consentire al nostro corpo di assimilare al massimo le proprietà in essi contenute. Questo ci permette sopratutto di mantenerci più in salute accrescendo il benessere quotidiano, aumentando l’energia e la vitalità durante la giornata e la qualità del sonno durante la notte.
In quest’ottica, saper abbinare gli alimenti non diventa importante solo per cucinare piatti piacevoli quanto per riuscire a trarre il massimo in termini di fitonutrienti, energia e benessere da ciò che mangiamo.

Vediamo qualche esempio di utilizzo comune nelle nostre cucine.

1. Olio extravergine
Quando condiamo le carote e i pomodori, utilizziamo sempre olio extravergine d’oliva. Quest’olio infatti, Oltre che ad essere un alimento prezioso e benefico che non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola, consente al licopene dei pomodori, così come al betacarotene contenuto nelle carote, di essere assorbito meglio dal nostro organismo. Il licopene è un potentissimo antiossidante, grazie alla sua azione di eliminazione dei radicali liberi, mentre il beta carotene, tra le sue proprietà ha quelle di essere necessario al funzionamento e alla preservazione della vista.

2. Limone
Restando sui possibili condimenti, il limone è un ottimo alleato nella corretta alimentazione quotidiana. Il suo contenuto in Vitamina C migliora notevolmente l’assorbimento del ferro contenuto negli alimenti. Dunque tutti gli alimenti apportatori di questo minerali (spinaci, legumi, carne, cavoli ecc) sarebbe opportuno condirli anche con una spruzzata di questo agrume.

In alternativa, si possono creare “ricette funzionali” mirate unendo alimenti ricchi in vitamina C (ortaggi quali la lattuga, i radicchi, gli spinaci, broccoletti, cavoli e broccoli, pomodori e peperoni, o tuberi come il sedano rapa, il topinambur o le patate novelle, o frutta come gli agrumi in generale, l’ananas, il kiwi, le fragole, le ciliegie, ecc.) ad altri cibi o spezie contenenti ferro (carne, legumi, soia, amaranto, prugne secche e altra frutta essiccata, semi di zucca, cannella, alghe, etc.). Un esempio: fragole alla cannella: provare per credere!

Oltre all’assorbimento del ferro, la vitamina C accresce anche l’effetto delle sostanze antiossidanti contenute nel tè e sopratutto nel tè verde. Un’ottima abitudine da poter proseguire, sia per dare al tè il gusto che amiamo da sempre, sia per poterne trarre il meglio per la nostra salute

3. Le spezie e le erbe aromatiche
Forse non tutti sanno che le erbe aromatiche e le spezie potenziano gli effetti antiossidanti dei vegetali. E’ parere della letteratura che l’utilizzo congiunto di spezie ed erbe può arrivare a quadruplicare l’effetto antiossidante dei fitonutrienti contenuti all’interno degli alimenti. Utilizzare dunque per i vostri piatti e insalate varie spezie, dalle più tradizionali e mediterranee come la maggiorana, il rosmarino, il peperoncino, la salvia, o quelle più esotiche come il curry, la curcuma, il cumino, oltre a renderli molto più gustosi e colorati, ne aumenterete anche l’effetto salutare.


4. La frutta secca
La frutta secca (mandorle, noci) ed i semi oleosi come il sesamo, i semi di girasole, di lino e zucca sono notevolmente ricchi in Vitamina E, il cui effetto protettivo ed antiossidante può essere notevolmente potenziato dall’uso combinato del resveratrolo, sostanza contenuta nella
buccia dell’uva, nel vino rosso, nelle bacche scure (come mirtilli, mirtilli rossi, more), nei pistacchi e nelle arachidi, riscontrando effetti protettivi sull’apparato cardiocircolatorio e sul cervello. La presenza del resveratrolo non ci autorizza a bere più vino di quello che può essere un consumo intelligente e moderato, e preferibilmente ai pasti, nonostante le proprietà salutari di questa molecola…quindi non sentitevi autorizzati dal dietista a bere a volontà.

5. L’aglio
L’aglio, oltre che ad essere un potente antibatterico per le nostre ricette, presenta una serie di composti che vanno a contrastare l’insorgenza delle malattie degenerative. L’effetto benefico viene rafforzato in presenza dell’anetolo, sostanza contenuta nei finocchi; Inoltre l’anetolo aiuta a mitigare l’antipatico effetto che l’aglio provoca al nostro alito.

Tutti questi abbinamenti virtuosi ci dimostrano come, quando pensiamo semplicemente di “mangiare”, in realtà stiamo fornendo al corpo precise informazioni attraverso le sostanze che ingeriamo, che userà per funzionare in modo più o meno corretto a seconda di come ci alimentiamo. Conoscere questi meccanismi è il punto di partenza per assumere la consapevolezza che, come disse Feuerbach nel 1804, noi “siamo quello che mangiamo”.

E tu cosa ne pensi?